ALBUM di FAMIGLIA
30 immagini di Paliano (4/6)

 

FOTO 16: ANTICA FORTEZZA DEI COLONNESI

Ancora una foto dei primi del Novecento, presa dal baluardo, il rione dove quarant'anni più tardi, durante la guerra, cadrà un aereo tedesco. La fortezza di Paliano fu ceduta da Aspreno Colonna a papa Gregorio XVI il 4 gennaio 1844 e l'evento è ricordato da una lapide che dice ASPRENUS COLUMNA DUX PALIANI. ARCEM AVITAM. AD PROPULSANDAS SUPERIORUM TEMPORUM INCURSIONES POSITAM. SEDI APOSTOLICAE SPONTE DONAVIT. AN. MDCCCXLIV. (trad. Aspreno Colonna duca di Paliano donò spontaneamente alla Sede Apostolica l'avita Rocca posta a respingere gli assalti nei tempi passati. Anno 1844). Fu trasformata in carcere e nel 1846 Pio IX vi fece costruire una caserma per la guarnigione dei Cacciatori papali. "Quando il forte di Paliano passò in mano del prete - scrisse un medico garibaldino ivi rinchiuso - fu destinato a galera di punizione per gli incorreggibili delle altre galere dello Stato..." NOTE: Riproduz. da collez. priv. di Rossi P. - Paliano

 

FOTO 17: LA CASERMA "MARCANTONIO COLONNA", 1932 circa. 

La vecchia caserma del Forte di Paliano, dopo la guarnigione pontificia, ospitò dal 1870 in poi, reparti dell'Esercito italiano. Venne adibita a Scuola elementare del regno d'Italia nel 1932-33, dopo che nel 1928 venne abolito il Presidio di Paliano. L'edificio venne progettato dall'architetto Navone nel 1844-45 e costruito sopra il bastione sud della seconda cinta di mura della fortezza, che in quell'epoca era adibito a orto, e che si affacciava su via del Carmine. Il Navone diede a questo edifico un alternato e bel movimento compositivo ispirandosi alla facciata del palazzetto medievale di piazza Colonna a Paliano, che forse all'epoca apparteneva alla famiglia Simeoni. Al portone e alle finestre del pianoterra bugnati, egli contrappose le eleganti cornici e cimase alle finestre del primo piano. Segue l'ultimo piano con finestre piccole e quadrate, così come la facciata del palazzetto della piazza. NOTE: Riproduz. da collez. priv. di Pacciani A. - Paliano

 

FOTO 18: CONVENTO DEI CAPPUCCINI E PIAZZA D'ARMI

Sempre ai primi del Novecento è ascrivibile questa fotografia molto caratteristica, dove si nota la sapienza compositiva del suo autore. Un gregge di pecore e due pastori (probabilmente padre e figlio) e, sullo sfondo, il Convento seicentesco dei Cappuccini. Il Convento originariamente si trovava sull'Ara omonima, detta poi Piazza d'Armi (da dove fu scattata questa foto) perché vi si svolgevano le esercitazioni del Presidio militare di Paliano, e precisamente dove ora c'è la fontana del Parco comunale. Il convento fu costruito alla fine del '500, venne consacrato e aperto al culto dal Vescovo di Segni mons. Pasolini il 17 novembre 1619. In occasione di questo avvenimento il Vescovo concedeva 40 giorni di indulgenza plenaria a chi lo avesse visitato. NOTE: Riproduz. da colez. priv. di Rossi P. - Paliano

 

FOTO 19: VEDUTA DA SUD-OVEST

É senz'altro prima del 1930 questa fotografia perché non si nota svettare il campanile di Sant'Anna (sulla destra). Com'è noto la vecchia chiesetta di Sant'Anna crollò l'8 gennaio 1931 e il riedificarla nelle forme attuali richiese cinque anni di lavoro. Con l'occasione essa venne ampliata di 10 metri, aperto un nuovo ingresso in via Campo di Quarata (in quel tratto oggi annessa a via Porta Sabauda) e chiuso il vecchio su via Cavour, e, inoltre, vi fu aggiunto il campanile. La chiesa fu riaperta al culto il 26 luglio 1936 e consacrata dal Vescovo di Palestrina Luciano Migliorini. Sotto le mura la lunga e alberata strada polverosa detta dai palianesi la passeggiata dei Canonici. NOTE: Riproduz. da collez. priv. di Rossi P. - Paliano

 

FOTO 20: PANORAMA.

Anche questa cartolina è databile intorno alla fine degli anni Venti, perché ancora non ci sono case né costruzioni immediatamente a ridosso delle mura di Paliano. Si riesce appena a scorgere sotto il tratto di viale Umberto I, dopo il rivellino del Bersaglio (che diventerà il Monumento ai Caduti del 15-18) l'enorme terrapieno accumulatosi nei secoli e formato da terra di riporto, calcinacci, rifiuti ecc... e che nel dopoguerra verrà adibito ad orto, detto "déglio professorìtto", e curato di volta in volta dagli studenti della Scuola di avviamento professionale di Paliano. Quando il terrapieno fu tolto per allargare la strada Suburbana (attualmente via F.lli Beguinot), il muro soprastante crollò trascinando giù mezzo viale, ma per fortuna non si ebbe nessuna vittima. Era il gennaio del 1979. NOTE: Riproduz. da collez. priv. di Rossi P. - Paliano

 

 
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