LA COLLEGIATA DI SANT'ANDREA

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...E I SUOI TESORI DI ARTE SACRA

Edificata da Marcantonio I Colonna agli inizi del XVI secolo con i proventi di una gabella appositamente istituita, la chiesa di S. Andrea venne probabilmente ricostruita sulle fondamenta di una precedente di epoca medievale, anch'essa dedicata all'Apostolo martire.
Marcantonio II Colonna nel 1563 confermò la tassa dell'avo ed in più assegnò alla nuova fabbrica l'intera rendita della gabella pagata dai pastori che conducevano le proprie pecore attraverso i territori di Paliano ed Olevano. Nel 1571, pur essendo ancora in costruzione, venne elevata al rango di Collegiata dal Vescovo di Palestrina, il Cardinale Ottone Truchsess Von Waldburg, il quale nell'anno successivo la dotò delle rendite di altre chiese ricadenti nel territorio palianese.
Di questa epoca, non rimangono testimonianze grafiche o documentarie che attestino la paternità della costruzione. Per alcuni storici locali (Bizzarri, 1915) è da attribuirsi ad artisti della scuola di Giuliano da Sangallo. Nel 1584 la chiesa non risulta ancora terminata nonostante avesse già in parte dei sotterranei, la cripta per la sepoltura dei Colonna e nella parte superiore, che è oggi il coro absidale della Collegiata, una maestosa Cappella per monumenti funerari, con iscrizioni, epitaffi, simboli ricorrenti le imprese guerresche o le virtù dei defunti.
Il progetto è dunque quello di un mausoleo colonnese, tanto che a S. Andrea, diversamente da quanto avverrà in altre chiese romane, verranno sepolti unicamente i Principi Colonna di Paliano. Con più brevi pontifici, Filippo I Colonna, nipote di Marcantonio II, ebbe infatti autorizzazione a farvi tumulare, dopo averle ricomposte, le salme dei parenti ed antenati. Nel 1620, Filippo I iniziò anche la costruzione del palazzo Ducale, in un terreno adiacente la Collegiata. In origine l'edificio fu delineato come un poderoso blocco monolitico aderente la chiesa ma senza il corpo ortogonale aggiunto negli anni attorno al 1664, per collegare la nuova fabbrica con loggiato all'edificio.
Nel 1623 il Capitolo di S. Andrea cedette definitivamente al principe il sotterraneo, permettendo così l'ampliamento della cripta e della chiesa. I lavori, estremamente complessi, dureranno per circa quarant'anni e comporteranno alla fine una completa rielaborazione progettuale da parte dell'architetto Antonio Del Grande, che si realizzerà propriamente durante l'epoca del Cardinale Girolamo Colonna (1639-1666). Architetto di fiducia della famiglia Colonna noto per aver costruito la Galleria Colonna a Roma e per aver diretto i lavori di sistemazione dei Palazzi di Genazzano, Rocca di Papa, Marino e lo stesso palazzo Ducale di Paliano - Antonio del Grande fa parte di quella schiera di artisti, per lo più locali, che pur adeguandosi alle nuove tendenze espressive dell'architettura barocca, manifestano ancora un certo attaccamento alle forme degli ultimi architetti del cinquecento, collegati con le intenzioni politico-spirituali e con i problemi espressivi della Controriforma.
Intonata così ad un gusto controriformistico, con le superfici non esageratamente decorate, in segno di una rivalutazione dei valori legati all'austero in tutte le sue manifestazioni, la chiesa è caratterizzata in facciata da sobrie linee, da uno sviluppo tutto di superficie, secondo precise scansioni corrispondenti alle strutture interne, ed è articolata con un doppio ordine e tripartita da doppie lesene. Il portale maggiore è architravato, affiancato da due nicchie e sormontato da una piccola tettoia. I due portali, in corrispondenza con le navate laterali, sono a loro volta sormontati da lunette con arco a tutto sesto; più in alto il motivo si ripete con due lunettoni finestrati. Una semplice trabeazione divide l'ordine inferiore da quello superiore delimitato anch'esso da doppie lesene, con al centro un oculo finestrato, coronato dal timpano; due volute si addossano ai lati che vengono chiusi da due orecchie ad arco.
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