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LA COLLEGIATA DI SANT'ANDREA |
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In fondo alla navata sinistra vi è la Cappella di S. Andrea,
che fu eretta per volontà di Filippo I Colonna, negli anni
1613-16, che la dedicò ai Santi Carlo Borromeo, Filippo
Neri e a S. Lucrezia, in memoria della moglie Lucrezia Tomacelli,
morta nel 1620. Era la Cappella privata dei Colonna, in comunicazione
con il palazzo e il sepolcreto di famiglia. E' ornata da numerose
decorazioni a stucco e affreschi, con motivi araldici delle famiglie
Colonna e Tomacelli. Estremamente raffinata la decorazione plastica
delle due finte finestre ricavate nelle due pareti laterali; a
destra quella ospitante un armadio per le reliquie, a sinistra
quella che era in comunicazione con una stanza del palazzo.
Nella parete dove era collocato l'altare, vi è adesso una
grandiosa scultura lignea monocroma raffigurante S.
Andrea, opera di ignoto artista del '600. La statua era chiamata
dalla popolazione "S. Andrea 'n'palazzo", perché
prima era alloggiata in una stanza del palazzo Ducale, adiacente
la chiesa. Sulla parete a sinistra dell'entrata, il monumento
funebre di Filippo Lorenzo Colonna, principe di Paliano, duca
dei Marsi e di Tagliacozzo. Fu eretto dal figlio Filippo Fabrizio,
alla morte del padre avvenuta nel 1714, all'età di 52 anni,
come ricorda l'iscrizione. Il monumento, attribuibile a Bernardino
Ludovisi, si rifà a modelli correnti e diffusi in epoca
barocca e nel primo settecento, ed utilizza un repertorio iconografico
e simbolico comune, quale ad esempio la piramide, come simbolo
alludente all'eternità, che trova i suoi precedenti più
illustri nei monumenti berniniani.
All'ingresso del presbiterio, in alto ai lati dell'Altare Maggiore,
sono collocati due monumenti funebri ad edicola timpanata, sostenuta
da due colonne corinzie, con busto clipeato sopra la lapide in
marmo nero. A destra quello dedicato a Filippo II Colonna, morto
all'età di 49 anni il 20 aprile 1686 ed eretto nel 1690
per volere della vedova, Donna Clara Cesarina Colonna; a sinistra
quello dedicato a Lorenzo Onofrio Colonna, fratello di Filippo,
morto il 15 aprile 1689, all'età di 52 anni.
Disposte lungo le pareti semicircolari dell'abside, al di sopra
degli imponenti stalli del coro ligneo, le altre memorie funebri
dei principali componenti della famiglia Colonna del ramo di Paliano,
sepolti nella cripta sotterranea. Si tratta di otto lapidi commemorative
inserite in edicole dal timpano ad arco ribassato e spezzato,
sorretto da due colonne con mensola. Un rilievo a stucco con motivi
araldici e allegorici decora al centro la parte compresa tra la
trabeazione e la lapide ed anche sotto tra i due mensoloni a voluta
che sostengono le colonne. Tutti i defunti vengono celebrati con
simboli ricorrenti le imprese guerresche o le virtù.
Nel monumento a Marcantonio II (il secondo in senso orario) vi
è la sirena bifida (in basso) e la Fortezza (in alto).
Le memorie seguono nella loro impaginazione architettonica, modelli
correnti e diffusi nell'ultimo quarto del XVI secolo, nella scuola
romana tardo-manierista. Le iscrizioni sepolcrali aggiunte successivamente
nel 1757, sarebbero opera, secondo il Bizzarri, di un certo Girolamo
Reatini.
Al centro dell'abside in alto, sovrastante le memorie funebri,
vi è lo straordinario dipinto ovale rappresentante il Martirio
di S. Andrea, opera di Tommaso Conca (1734-1822), nipote del più
famoso Sebastiano. L'opera gli fu commissionata il 28 novembre
1789 dal prevosto dell'epoca, un certo Tovalusci. Essa denota
la grande influenza che sull'artista aveva la pittura napoletana
a cavallo dei secoli '600 e '700. Chiaro è il riferimento
a Francesco Solimena, per il forte impianto teatrale, il gusto
cromatico e la consistenza plastico-chiaroscurale delle figure.
Collocato sulla cantoria nella controparete della facciata della
chiesa, l'organo "Cesare Catarinozzi del 1727", definito
un autentico capolavoro dell'arte italiana; lo strumento, racchiuso
in una cassa armonica di bel disegno, è realizzato in legno
dipinto a finto marmo. Ha la facciata suddivisa in tre campate,
di cui la centrale maggiore, e presenta un prospetto di 31 canne
(11+9+11) ad andamento cuspidale con bocche non allineate, ma
risalenti ai lati, il cui labbro superiore è del tipo a
mitra.
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