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LA COLLEGIATA DI SANT'ANDREA |
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Il materiale fonico originario ha subito degli interventi di ammodernamento,
che in parte lo hanno alterato. Il recente restauro, oltre che
restituire all'organo la sua funzionalità, è servito
anche a recuperare alcune caratteristiche originarie che lo facevano
strumento di un certo pregio. Esso presenta dei registri di interessante
effetto sonoro, come il Principale con i suoi raddoppi, il brillante
Ripieno, l'intensa e rotonda sonorità dei Flauti e la vibrante
Voce Umana.
Nella seconda Cappella della navata destra, sopra
un altare di fattura e materiali pregevoli, datato 1710, vi è
un dipinto che raffigura un episodio del Vangelo che ricorda il
momento in cui Gesù risorto appare alla Maddalena in veste
di giardiniere e, riconosciuto, per non farsi toccare, esclama,
il "Noli me tangere" (non mi toccare perchè non
sono ancora asceso al Padre mio, Giov. 22, I). E' un'opera di
indubbia sapienza compositiva e raffinatezza pittorica, di autore
ignoto, anche se la tradizione orale palianese l'attribuiva al
Caravaggio.
Il gusto tizianesco e generalmente venetizzante del paesaggio
sullo sfondo, tipico della cultura romana tra il 1630 ed il '40,
il forte contrasto chiaroscurale e la completa assenza di realismo
delle figure in primo piano, farebbero invece pensare ad opera
di artista non lontano dall'orbita di Giovanni Francesco Barbieri,
detto il Guercino.
La terza Cappella della navata destra, risalente al XVII secolo,
era dedicata alla Confraternita del Gonfalone, la congregazione
palianese più numerosa e più dotata economicamente.
L'architettura di autore ignoto, di ottima fattura e di pregevoli
materiali, ha un andamento ricurvo e presenta alle estremità
due pilastri poggianti su alte basi che si collegano all'altare;
in alto terminano con capitello dorico stilizzato che continua
lateralmente nel disegno della cornice. Internamente due colonne
sempre su alte basi, con capitelli corinzi, sostengono una cornice
- formata da tre fasce modanate - che sostiene a sua volta un
frontone rotondo spezzato. Al centro della composizione, una cornice
rettangolare modanata racchiude la bella immagine del crocifisso
ligneo.
La pala d'altare della quarta Cappella raffigura il Martirio di
S. Caterina d'Alessandria, opera di Nicolò Ricciolini (I678-I763),
artista romano. Il dipinto gli fu commissionato nel 1760, in occasione
dei festeggiamenti per la nascita di Filippo III Colonna, figlio
di Lorenzo II e di Donna Marina d'Este. La scena del martirio
sembra un vero e proprio spettacolo intorno a cui si accalca la
gente che fa da spettatrice in secondo piano. La costruzione rende
bene l'intenzione di far emergere ancora di più i due protagonisti
isolati in primo piano, a destra, la figura della Santa, inginocchiata
con ai suoi piedi frammenti della ruota del martirio e, a sinistra,
in piedi, incombente su di lei, il carnefice con in mano la spada,
mentre con mossa rovesciata sta per sferrare il colpo sulla sua
testa. In alto, contro un cielo tempestoso, un angelo con i simboli
del martirio: la palma e la corona. Predominano, oltre ai forti
contrasti e le tinte smaglianti, anche l'indifferenza per le proporzioni
e la fluidità compositiva, che sono i caratteri peculiari
dell'artista.
In fondo alla navata destra, vi è la Cappella della Madonna
di Zancati, fatta erigere e decorare da Filippo I Colonna, negli
anni 1632-34, a! fine di ospitare l'immagine della Madonna con
Bambino, detta di Zancati dal luogo del rinvenimento. L'affresco,
vuole la tradizione, che si trovasse in una grotta scavata entro
il masso della collina di Zancati, a pochi chilometri da Paliano.
Un ufficiale del Comune di Paliano la scoprì casualmente
nel 1630. Ritenuta immagine miracolosa, venne traslata il 2 dicembre
del 1632 in S. Andrea e fu posta in una macchina lignea approntata
per l'occasione, sopra l'Altare Maggiore. Il 21 novembre 1633
venne trasferita nella Cappella costruita appositamente per essa.
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