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Roma Officina Poligrafica Romana 1903

NEL QUARTO CENTENARIO
DELLA DISFIDA DI BARLETTA (1503-1903)

EPIGRAMMA.
Tutto corre nel mondo al suo destino.
Francia macchiato il manto ebbe a Barletta.
Da tre secoli almeno, con poca fretta,
Venne alfine a lavarlo a Solferino;
E disse: Italia, or sono nitida e bella;
Si che amarci possiam, cara sorella.
Sia del nostro destin questa la sorte,
Di amarci sempre più sino alla morte.
L'altra rispose: Dopo tanti guai
Vogliamoci bene e non morrem giammai.
Roma, 10 febbraio 1903.
Prof. CORRADO SIPIONE.

ALLA CITTÀ DI BARLETTA
GLORIOSA NEL FATTO MEMORABILE
AL SINDACO DI ROMA
CHE PORTA IL NOME DI PROSPERO COLONNA
CONDOTTIERO DEI TREDICI IMMORTALI
QVESTO RICORDO
MÒNITO INCITAMENTO CONFORTO
AGL'ITALIANI
VIVA L'ITALIA!

LA DISFIDA DI BARLETTA.
(Specchiatevi nei duelli e nei congressi
dei pochi quanto gl'Italiani siano superiori
con le forze, con la destrezza, con in-
gegno. MACHIAVELLI).

Da principio, Francesi e Spagnuoli procedevano d'accordo alla conquista del Reame di Napoli, su cui già imperava Federigo d'Aragona. Ma poi, quando si trattò di determinare i confini, il buon accordo si ruppe e si venne alla contesa. Consalvo di Cordova, al comando degli Spagnuoli, impossibilitato a fronteggiare i nemici in campo aperto, si afforzò a Barletta, che presto fu stretta di assedio.
Il Duca di Nemours, viceré di Francia, aveva diviso le sue schiere per le terre circostanti a Barletta, ed impediva gli approvvigionamenti, raffrenava le incursioni dei nemici. Consalvo, dall'altra parte, quanto poteva, conteneva i suoi da grosse battaglie, ma non impediva le avvisaglie, per tenerli esercitati alle armi e di animo pronto.

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