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Storia di Paliano > Disfida di Barletta > Ricordo Storico

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GIOVANNI BRANCALEONE, romano, militò tra i Colonnesi e, si dice, insieme con Capoccio; fu mandato da Prospero Colonna al signor La Mothe, per chiedergli se fossero vere le parole offensive in danno dei cavalieri italiani. Combattè a piedi, dopo perduto il cavallo, e pare fosse ferito al viso.

ETTORE GIOVENALE, detto anche Peraccio, si trovò a tutte le guerre combattute in Italia nel principio del secolo xvi. Fra i tredici, fu considerato fior di cavalleria.

GIOVANNI CAPOCCIO, romano, fu tra i più valorosi colonnesi. È noverato tra quelli che afferrarono gli spiedi fatti piantare a terra dietro ai combattenti da Prospero e Fabrizio Colonna, per coloro che fossero costretti a battersi a piedi. Al Capoccio fu dato, il giorno della sfida, per armigero il giovinetto Pompeo Colonna, che fu poi cardinale, e che ebbe l'onore di portare sul campo l'elmo e l'asta del campione.

GUGLIELMO ALBAMONTE, palermitano, dei baroni della Molla. Fu della compagnia di Francesco Sanchez, uno dei testimoni del combattimento. Nel 1508 passò alla compagnia del marchese della Padula. Fu alla sanguinosa battaglia di Ravenna del 1512. Nulla di più facile che vi fosse morto, poiché nessun'altra notizia ci rimane di lui.

MICHELE DA PALIANO, anch'egli dei colonnesi, primo combattè a piedi fra i cavalli nemici ed ebbe la coscia traforata. Non si hanno maggiori notizie di lui.

ROMANELLO DA FORLÌ fu romagnolo ardente, destro e prode in armi. Appartenne alla compagnia del conte di Popoli nel 1508; passò poi, con Fanfulla, a quella del duca di Termoli. Morì, secondo alcuni, in Asti nel 1524.

PIETRO RICCIO. Di questo cavaliere, che, come gli altri, fu valoroso nella mischia, non ci rimane alcuna notizia, ed i cronisti del tempo accennano solo al suo nome.

MARCO COROLLARIO nacque,secondo lo Scapoli, a Capua; ma pare che si chiamasse con altro nome. Fu detto Corollario per le corolle o corone, riportate in battaglia.

FRANCESCO SALOMONE, sicilano, si trovò a Barletta con lo spagnuolo Lopez D'Ayala. Egli ed Albamonte scavalcarono e ferirono D'Aste, uno dei più tenaci e dei più prodi e fra gli ultimi a resistere. Morì nel 1552.

MARIANO ABIGNENTI. E' tra i quattro o cinque più nominati e più noti fra i tredici. Pare nascesse nel 1471; morì nel 1521 a Sarno.

LODOVICO ABENAVOLI. Fu il solo, fra i tredici, che non proseguisse la carriera delle armi. Morì, assai vecchio, nei suoi fondi di Teano, come racconta il Vecchioni.

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