perchè portafurba

la scelta di un nome è sempre importante, qui troverete perché il nostro giornale si chiama così. In più cenni storici ed immagini sulle porte ancora esistenti a Paliano.

Dalla Rubrica “Pillole di storia” a pag. 2 di Porta Furba n. 0 del marzo 1995

PERCHE’ PORTA FURBA?

Quante porte aveva anticamente Paliano! Se ne contavano addirittura otto, da come risulta in una pianta della città nel ‘500 conservata agli Uffizi. Poi, per questioni di sicurezza e di cambiamento dell’assetto urbanistico, qualcuna di esse fu chiusa.

Tra le tante c’era la Porta S. Giorgio, chiusa alla fine del ‘500, che si trovava alla curva della Vignola nella contrada di Valle Pigna (in dialetto: Abbàlle Pigna).

Quale ingresso principale al paese venne sostituita dalla Porta Romana, tant’è che Marcantonio Colonna, nel 1565, la volle far ricostruire ed adattare allo scopo. Fu il Prefetto di Paliano, Antonio Ossorio, a restaurarla e a modificarla a “propugnacolo” nel 1710.

Oggi sono rimaste tre porte: Porta Romana, Porta Napoletana, che conserva ancora le scanalature del ponte levatoio e Porta Furba, quest’ultima situata nella parte nord del paese, nel centro storico. Ma perché Porta Furba? Non si sa con certezza. Più che di porta però, si deve parlare di “postèrula”, cioè di piccola apertura nelle mura per permettere il passaggio ai contadini e ai vignaioli che hanno appezzamenti “aglio Contrafforte”, alle “Pompe”, alle “Pàstena”, a “Passalupo” etc. Quindi, proprio “pe’ arucchià” e “pe’ffà prima” (per risparmiare strada e per fare prima), ecco che probabilmente fu coniato l’aggettivo “furba”. Altre versioni raccolte dicono che la porta era così detta perché permetteva ai palianesi di uscire “furùni-furùni” (di nascosto) in caso di attacco o di assedio della città.

In effetti la parte nord di Paliano non fu mai attaccata sia perché molto impervia, sia perché protetta naturalmente dall’enorme dislivello che c’era tra il tufo affiorante e le case. Tra il Baluardo e la Vignola non c’erano le mura, l’unica protezione militare era una torre situata tra le attuali via della Rocca e via delle Galee, oggi completamente inglobata nel tessuto urbano.

Nella lapide posta sul frontone della Porta Napoletana dal Governatore Vannutelli nel 1787 c’è la frase “…ET CIVIVM COMMODO…” con l’accento sulla seconda “o” riferita all’uso opportuno e comodo della porta da parte dei palianesi. Bene, spostando l’accento sulla prima “o” abbiamo “còmmodo” ma il significato non cambia. E così se era “còmmoda” la Porta Napoletana, lo era anche la Porta Furba.

Ecco allora l’esordio di questo giornale che prende il nome dalla “postèrula” e che, come questa, vuole essere “còmmodo” strumento dei cittadini per scambiare opinioni, umori, notizie, pareri, messaggi, auguri e quant’altro compreso lo scambio e la compravendita degli oggetti e delle cose più svariate, con l’augurio e la speranza di rendere un servizio “còmmodo” a tutti.

Roberto Salvatori

LE ALTRE DUE PORTE PALIANESI SOPRAVVISSUTE AL TEMPO E AI CAMBIAMENTI.

PORTA ROMANA……

PORTA NAPOLETANA……

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PORTAFURBA NELL'AMBITO CITTADINO

Un giornale così concepito si pone nei confronti della città e degli avvenimenti del territorio in maniera del tutto inedita e originale, ma soprattutto diventa punto di rottura per i cittadini ai quali per la prima volta si aprono le porte del mondo politico, associazionistico e culturale. Cinque anni or sono, con mille difficoltà e lo scetticismo dei più, la vita sociale di Paliano comincia a diventare di tutti, accessibile a tutti e non solo a chi ne ordisce le trame. La redazione di PortafurbA, il cui più grande merito è stato quello di perseverare sempre e comunque, in nome della trasparenza comincia a raccontare quello che spesso in passato veniva eluso, si trasforma in un quaderno aperto dove proporre, criticare, confrontarsi. Non era facile a Paliano, soprattutto quando si andavano a toccare argomenti delicati come la politica e la vita amministrativa, settori della città caratterizzati da cinquant'anni di governo monocolore e da un'opposizione poco organizzata e frammentata. In questo scenario, si capisce, PortafurbA rappresenta un elemento scomodo, tanto che in cinque anni molteplici sono stati i tentativi di assoggettamento così come quelli di scredito. Per non cedere a tali tentativi e quindi non snaturare lo strumento, l'ottica dell'attuale Direttore Responsabile Giorgio Massimi ha sempre pagato: spazio aperto per tutti, repliche e controrepliche, coesistenza di molteplici punti di vista. Tutto ciò ha portato PortafurbA ad essere un appuntamento gradito per i lettori, che con ansia lo attendono nelle edicole della città, ma soprattutto PortafurbA fa opinione, si inserisce nel dibattito, crea a sua volta dei temi di riflessione, insomma cresce dinamicamente. La realtà di questo giornale è oggi, a cinque anni dalla sua prima uscita, inconfutabile ed incontestabile. In una città in cui non è solito mettersi in discussione, è nato così una sorta di grillo parlante che ha dato voce a tutti coloro che hanno qualcosa da dire. La collocazione di PortafurbA è dunque veramente una collocazione strategica: super inter partes nelle vicende cittadine, così come la redazione è fisicamente situata in uno dei punti più elevati di Paliano, la cosiddetta Piazzetta, quasi a simboleggiare l'imparzialità della testata che osserva dall'alto lo stupendo, ma frammentatissimo territorio di Paliano per condividerne le gioie, i dolori, le sconfitte e le conquiste.

...e perchè nel web?!

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